Fragile ed effimera | La pietra come archivio e medium

ARCHIVIO

Quando abbiamo iniziato a lavorare con Mireia c. Saladrigues e con Stefano De Ponti, sapevamo che prima o poi avremmo voluto portarli insieme, farli collaborare. Le loro pratiche sono frutto di un lavoro di scavo e sedimentazione, di ricerche, sondaggi e accumuli di materia e materiali, di derive poetiche e di un interesse quasi ossessivo per la pietra: il marmo nel caso di Mireia, la pietra serena per Stefano. Il loro lavoro ne smentisce le più classiche attribuzioni: muto come un sasso, solido come il marmo si dice e invece, nel loro lavoro, si scopre quanto fragile possa essere il marmo, o risuonare la pietra, quanto possano dire e custodire, come archivi di informazioni sedimentate... e poca importa quale sia l'ordine di  grandezza, macigno o polvere. 

 

Quel momento è arrivato, il 14 novembre dedichiamo loro una giornata.

 

È il 14 settembre del 1991 quando un fatto di cronaca fa il giro del mondo.

Un uomo, Piero Cannata, dà una martellata al piede sinistro del David di Michelangelo conservato alla Galleria dell'Accademia di Firenze. Viene danneggiato il secondo dito del piede sinistro. 



Interessata all’iconoclastia come una delle molte forme di ricezione dell’arte, nel 2017 Mireia c. Saladrigues ha iniziato un lavoro di scavo archivistico per ricomporre la storia del sopracitato caso Cannata, approfondendo sui restauri che lo seguirono e sulla natura e la fisica del marmo, inteso esso stesso come archivio e testimonianza. La ricerca di Saladrigues, con cui Radio Papesse collabora dal 2018, si è condensata in una conferenza performativa dal titolo Into Sugar We Could Have Turned

Il 14 novembre (alle ore 11.00  e alle ore 18.00, con ingresso gratuito con prenotazione a  info@khi.fi.it), alla fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz, Mireia c. Saladrigues la presenterà al pubblico, attivando documenti, memorie e altri materiali, navigando tra storia, archivi di istituzioni locali, narrazioni e geologia.
 

"Cosa ci dice una martellata al piede del David sul nostro rapporto con l’arte? - chiede l’artista - Quali fonti d’informazione mobilita un atto d’iconoclastia, oltre gli archivi e le singole memorie personali? Come hanno fatto i restauratori a estrarre dati dai frammenti di marmo escoriati del piede colpito? E la polvere (di marmo), diventa una testimonianza dell’attacco?" 

 

Img. Mireia c. Saladrigues

 

Sempre il 14 novembre, dalle 17.00 alle 21.30, la serata prosegue all'Officina del Marmo di Via dei Serragli con un'installazione sonora di Stefano De Ponti, dal titolo Transient Mobiles.

La collaborazione con Radio Papesse risale al 2020, quando prende corpo nell'ambito de La natura delle cose ama celarsi, un progetto di ricerca con cui Stefano De Ponti indaga le potenzialità percettive della pietra serena - arenaria endemica che segna il paesaggio toscano, dalle cave collinari intorno a Firenze fino ai bugnati rinascimentali dei centri storici - e le dinamiche di massificazione e accumulo nei processi di creazione e fruizione musicale.

In un presente caratterizzato da un accumulo seriale di contenuti e dinamiche di consumo frenetiche, parziali e distratte, quali modalità di fruizione potrebbero incoraggiare un coinvolgimento attento, intenzionale e profondo?
 


 


I Transient Mobiles sono dispositivi portatili di ascolto monofonico per composizioni effimere. Basta una semplice pressione per attivare un flusso sonoro che, attraverso un diffusore osseo, si propaga nel corpo dell'utente, sfruttando le proprietà di conduzione e risonanza del sistema scheletrico. Il dispositivo si presta a essere scoperto e utilizzato in modo personale e in questo modo l'ascolto diventa esclusivo e qualitativamente diverso per ciascuno, modificato dalle peculiarità fisiche individuali. In questo senso potremmo considerare il transient mobile un'opera testimoniale, non verificabile, condivisibile sotto forma di racconto da parte di chi lo ha utilizzato, al quale dobbiamo accordare la nostra fiducia.

Il 14 novembre, Stefano De Ponti disseminerà i suoi transient mobiles nei laboratori dell'Officina del Marmo (Via dei Serragli 104, a ingresso libero), opificio e bottega artigianale che si occupa di mosaici e scagliola, di marmo e pietre dure.


Mireia c. Saladrigues (1978) è un'artista e ricercatrice, o meglio, un'artista-ricercatrice. 
È dottoranda dell'Accademia di Belle Arti dell'Università di Helsinki, dove sta completando il progetto Behaving Unconventional in Gallery Settings. Riconosciuta a livello internazionale, ha di recente ottenuto la Ciutat de Barcelona Prize Fellowships (2021) ed è stata borsista della Suomen Kulttuurirahasto (2022), del Taike (2021) e della Real Academia de Espanya a Roma (2021-2022).
Saladrigues ha esposto in Europa, Stati Uniti e Asia e le sue opere fanno parte di collezioni private e del Fons Nacional de Catalunya, di MACBA e ICUB. Ha organizzato e partecipato a simposi e conferenze come A Case of Iconoclasm on the Tip of David's Toe (Helsinki, 2019) e The Very First Sensorium of Artistic Research (Parigi, 2019).

Stefano De Ponti è sound artist, artista intermediale e docente di Arte e Immagine. I suoi lavori in ambito teatrale e le tante collaborazioni con artisti visivi, hanno giocato un ruolo determinante nella costruzione di una visione poetica trasversale, incline ad attivare processi di scambio e di ibridazione tra tecniche, linguaggi e diversi livelli percettivi. Ha all’attivo diverse esperienze con istituzioni artistiche internazionali e un nutrito numero di pubblicazioni con - tra gli altri - Archive Officielle, Dinzu Artefacts, Kohlhaas, Old Bicycle e Falt Records. A partire dal 2019 avvia un percorso di ricerca intorno alle peculiarità materiche e poetiche della Pietra Serena dal titolo La natura delle cose ama celarsi attraverso il quale elabora performance audiovisive e opere intermediali transitorie. Il progetto riceve il sostegno di NUB Project Space, Tempo Reale, Radio Papesse, Les FAC e Archive Officielle.

 


L’iniziativa è promossa da Radio Papesse, grazie alla collaborazione di Officina del Marmo, NUB Project Space e del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut nell’ambito di The City as Archive - un progetto curato da Costanza Caraffa e Hannah Baader. Con il supporto di Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze e Fondazione CR Firenze. Into sugar we could have turned è possibile grazie al supporto di Kone Foundation e Suomen Kulttuurirahasto.

 

SAVE THE DATE | A dicembre, Radio Papesse - con la collaborazione di Mireia c. Saladrigues - presenterà La Martellata, una serie radiofonica per Tre soldi di RADIO 3 RAI.  A partire dal caso Cannata, la serie cercherà di parlare di iconoclastia e di far chiarezza su un fenomeno tanto affascinante quanto complesso. 


 

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