Walter Mignolo - professore della Duke University - ha all'attivo numerose pubblicazioni nel campo degli studi semiotici e della teoria letteraria. Ha investigato in vario modo i diversi aspetti del mondo moderno e coloniale, analizzando i fenomeni della colonialità globale, la geopolitica della conoscenza, la transmodernità, la pluriversalità e il border thinking.

 

Walter Mignolo, keynote lecture a Sala Ferri - Gabinetto Viesseux, Simposio Unmapping the Renaissance, 2015, courtesy Villa Romana.

 

A venti anni di distanza dal suo libro The darker side of Renaissance, ha aperto il simposio Unmapping the Renaissance - ideato e organizzato da Mariechen Danz (artista), Angelika Stepken (Villa Romana, Firenze) e Eva-Maria Troelenberg (Max Planck Research Group al Kunsthistorisches Institut di Firenze) - tracciando una linea tra il global linear thinking - fondamenta concettuale dell'imperialismo occidentale, per cui il mondo è mappato e diviso secondo gli interessi europei - e un'idea di ordine mondiale multipolare, dove invece possiamo assistere alla rinascita di mondi non europei e di molteplici identità raziali, religiose, economiche e politiche. Solo per citare un esempio, basti pensare alle popolazioni indigene e alle organizzazioni afro nelle Americhe e al loro tentativo di rimappare il loro spazio e di reclamare l'appartenenza a due entità culturali, territoriali e politiche pre-ispaniche: Abya YalaGran Comarca.

 

Ogni mappa geografica, dice Mignolo, ha sempre a che fare con una colonizzazione del tempo: lo stesso concetto di Rinascimento non sarebbe stato possibile senza il Medioevo. Mentre l'Europa rimappava il mondo, divenendone il centro, si stava posizionando al centro del tempo, affermandosi come entità presente, sottraendo la memoria storica dei popoli - degli altri - via via assoggettati, appropriandosi di artefatti, controllandone la lingua, la conoscenza, se non addirittura gli spazi cosmologici. In altre parole, imponendo la propria egemonia come una truth without parentheses - una verità assoluta.

 

La conversazione è accompagnata dalla registrazione del concerto di Olivier Barrett e Eli Keszler al Café OTO di Londra, disponibile su freemusicarchive.org.

 

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